Finestre su L’Aquila

23

AGOSTO

2017

La finestra come una cornice sulla città.  Essa rappresenta una cesura e allo stesso tempo un punto di contatto tra dentro e fuori. Ci si affaccia su scorci, vedute di insieme e particolari della città eppure se ne rimane lontani.  La mostra offre uno sguardo diverso su L’Aquila, una veduta concreta e allo stesso tempo sognante. Concrete sono le realizzazioni in argento dell’orafo Sebastiano Cavallo, ovvero il rosone della Basilica di Collemaggio, l’ologramma simbolo di San Berardino e i mascheroni su pietra della Fontana delle 99 Cannelle; più eteree sono invece le opere a tecnica mista di Mimmo Emanuele, artista aquilano.

Le sue Finestre sono quelle dei palazzi storici, a volte rese da una stampa digitale e altre volte dipinte, si aprono sui monumenti della città rappresentati a china o ad acquerello. Alla precisione della riproduzione digitale si contrappone il rapido schizzo della china e la liquidità dell’acquerello, i cui colori tenui e leggeri si mescolano tra loro offrendo una visione quasi sognante. In alcune opere si aggiunge un inserto in tessuto ricamato, un vezzo che richiama la tradizione e la manualità. Può capitare che nei dipinti le figure si sovrappongano, come nel caso del Re Gatto o dell’ologramma di San Berardino, quasi a voler creare un collage di immagini che invita a soffermarsi sul particolare.

Nei lavori di Mimmo Emanuele si ha una visione d’insieme, mentre le realizzazioni in argento di Sebastiano Cavallo si concentrano sui dettagli meno noti, di cui quotidianamente non ci si accorge: i raggi diversi del rosone della basilica di Collemaggio e le foglie d’acanto della sua corona esterna, le leggere asimmetrie nei volti dei mascheroni, i particolari della corona del Re Gatto o degli acini d’uva di Bacco.

Infine, la riproduzione della Porta Santa della Basilica di Collemaggio, iconico monumento della città. Se durante tutto il percorso della mostra il confronto tra i dipinti a tecnica mista e i manufatti artigianali proseguono in parallelo, ora si fondono in un tutt’uno.

Il monumento è la prima Porta Santa della storia, voluta da papa Celestino V: attraversarla significava e significa ancora oggi ricevere l’indulgenza plenaria. In questa rappresentazione essa fuoriesce dalla struttura trasparente del plexiglass; la concretezza dell’oggetto argentato si contrappone alla trasparenza della cornice.

Se nella realtà essa è il simbolo del perdono, qui sembra quasi indicare l’ingresso in città. Sullo sfondo le incisioni, tratte da un collage di immagini di Mimmo Emanuele, delineano un percorso costellato dai monumenti più caratteristici della città dell’Aquila: il Castello Cinquecentesco, il Duomo, la Fontana della Rivera, le piazze caratteristiche. Non solo luoghi ma anche simboli laici e religiosi: l’aquila reale e i papi. La storia e la mappa della città raccontata per immagini.

Le Finestre si affacciano sui luoghi di sempre, che acquistano ora un nuovo significato. Quale? Quello che ognuno, nel suo profondo, sente di dargli.

 

 

Sara Cavallo