Gran Sasso tra memoria e momento

 

16-23

DICEMBRE

2017

“Riconoscimento simultaneo del significato di un evento”… le fotografie di Andrea Corsi e Sara Chiaranzelli si presentano come un evento, particolare e suggestivo. Immagini di piccolo e grande formato che ricordano, descrivono e infine raccontano il paesaggio abruzzese, ripercorrendo gli scenari più affascinanti del Gran Sasso d’Italia, reinterpretandoli secondo la propria sensibilità e la propria visione.

È un percorso a due che svela paesaggi diversi attraverso il filtro del passato e del presente.

Le piccole riproduzioni di Sara sono su carta cotone con interventi di grafite e foglia d’argento; reinterpretazioni del paesaggio del Gran Sasso attraverso una lente assolutamente personale. Il suo occhio si volge al passato e la foglia d‘argento trasforma completamente la fotografia, non più soltanto un’immagine istantanea ma immagine della memoria. Sembra di trovarsi in paesaggi lunari e dunque immaginari, intimi.

Sono un ricordo lontano.

Il piccolo formato fa sì che siano come antiche cartoline a cui non si è più abituati. Ricordano luoghi conosciuti in un’ambientazione estranea ma allo stesso tempo familiare: è un ricordo immaginato, sognato.

Sara immortala le cime conosciute e i profili noti ai più, ma trasformati da interventi successivi con la grafite e la foglia d’argento diventano immagini appartenute ad un vissuto personale e condiviso, fissate nelle memoria. “Vena d’argento” è il titolo della serie: essa è la sorgente, la fonte dell’elemento lunare inteso come simbolo di ricordi e sogni.

Bianco e nero, piccolo formato che volutamente si contrappone e allo stesso tempo dialoga con le foto di Andrea Corsi.

Il suo Gran Sasso è a colori: rappresenta il presente e celebra l’istante. Le immagini di Andrea sono frutto di un attento, accurato e appassionato lavoro in cui lo studio delle condizioni metereologiche e dei luoghi genera delle visioni assolutamente ancorate al reale, in cui si avverte ancora una volta l’intimità del momento. Sono foto romantiche, in cui Andrea si ritrova a stretto contatto con la natura, esprimendone la perfezione e la ciclicità cui l’uomo non può tendere ma solo ammirare.

C’è la bellezza di un’alba carica di colore, ripresa un preciso istante; la via lattea, colta come un’apparizione magica, in cui ci si perde nell’immensità del cielo stellato.

Lo sguardo dapprima è colpito dai dettagli del primo piano: i fiori al primo disgelo o una pianta che come una mano si apre, per poi perdersi sullo sfondo, tra nebbie avvolgenti o profili di cime illuminate, verso un altrove sconosciuto.

Pur nella loro immediata realtà anche le immagini di Andrea diventano immagini quasi da sogno, che appartengono ad una sensibilità personale che viene però condivisa.

La ricerca della giusta luminosità e del momento perfetto permette di cogliere il presentarsi di un arcobaleno. La natura è indagata con curiosità e voglia di scoperta.

Non tutte le foto si soffermano sul dettaglio: il Gran Sasso è totalmente innevato, manca di qualsiasi punto di riferimento e allora si avverte la potenza e grandezza della natura; quel sentimento del sublime, che sconvolge e turba, toglie il fiato per poi accogliere un senso di pace e libertà.

La macchina fotografica è divenuta una vera e propria macchina del tempo, permettendo un viaggio in bianco e nero nel passato per poi arrivare all’immediatezza dell’attimo presente.

 

Sara Cavallo