She… May be the reason I survive

 

5 – 19 Maggio 2018

 

She… May be the reason I survive

She… o Tous les visage de l’amour, nella versione originale in francese di una canzone di Charles Aznavour, è una poesia raccontata per immagini e dedicata a Lei, la donna, la musa ispiratrice. Lei… la ragione per cui sopravvivo.

Lei che nelle immagini di Michele de Simone non è la femme fatale, ma neppure la donna angelo, né la Venere idealizzata. È l’ispirazione, semplicemente Lei.

Le opere in mostra rivelano tutta la passione dell’artista: “Si dipinge ciò che si ha dentro”.

Mentre nei primi dipinti è ancora forte la memoria impressionista, penso a L’attesa n.2, con colori brillanti e la luce a definire la profondità della scena in una visione molto dolce e romantica, il percorso della mostra rivela invece tutta una diversa evoluzione e un nuovo sentire.

La figura femminile non presenta più tratti riconoscibili o semplicemente riconducibili ad una idea forse stereotipata o comune di bellezza, di facile comprensione. La ricerca si fa diversa, molto più profonda. Forse il titolo corretto di questa personale dovrebbe essere proprio “Tous les visage de l’amour”, perché in fondo è di questo che si tratta. La donna, Lei, in diverse prospettive.

Su un divano, in Après l’amour e Cet amour, in Nudo in azzurro, il grande nudo in cui Lei assume una posa innaturale, come innaturali e irreali sono i colori utilizzati: il blu è protagonista, il colore dell’infinito. Le forme non sono lineari e il colore, steso con una pennellata ampia e corposa costruisce la scena. Non vi è dettaglio architettonico o di ambiente che possa distrarre lo sguardo e dare una visione di insieme in qualche modo riconoscibile o che rimandi a visioni da sogno.

Queste opere rappresentano un’uscita dagli schemi, in cui il formato di grandi dimensioni consente l’espressione più piena, libera. Le tele si fanno materiche, si sovrappongono le une sulle altre rendendo la corposità e la pienezza della figura. I due grandi volti in mostra fanno da cornice a A sì te amo, nudo protagonista: figure geometriche, perfettamente incastrate tra di loro a formare i visi, tanto da sembrare maschere.

Se Studio di nudo è ancora abbastanza lineare, benché si inizi ad intravedere, vagamente accennata, la costruzione più corposa, essa viene portata alle estreme conseguenze in She. Qui la stratificazione e sovrapposizione delle tele diventa impetuosa, forte. Il volto seppur geometrico è molto meno lineare, due colori, l’arancione e il blu, corposi e pastosi si contrappongono, come due forze contrastanti in lotta tra loro. E’ un impeto totale. Gli occhi: sono occhi di maschera, vuoti e scuri, che come calamite attirano e invitano a guardare all’interno di essi, ad andare in profondità per conoscere il sentimento.

Si parla di una bellezza “che può essere anche asimmetrica, sghemba, capricciosa, non importa, perché la bellezza può passare per le più strane vie, anche quelle non codificate dal senso comune” 1 . Come si è detto, i due volti fanno da cornice ad una figura centrale, o meglio alla figura centrale: a Lei (A sì te amo). Un dipinto in cui, paradossalmente il volto è solo accennato, la cui bellezza “passa, rompendo il finito limite e riempiendo i nostri occhi di infinito desiderio”. 2

Forti stacchi di colore, pennellate con colpi di spatola veloci e materiali improvvisati, che fanno le figure imperfette ma ugualmente sensuali.

Infine la poesia: versi di Neruda, Prévert e Aznavour, accompagnano le opere formando un unicum. Essi affiancano le immagini fornendo una lettura poetica e musicale. Impressi direttamente sulla tela parlano del tempo che passa (Le temps qui passe), oppure affiancano il dipinto e lo raccontano come “Nuda sei enorme e gialla” (Nudo in giallo), derivano da un intimo vissuto e parlano di Lei… l’incontro inaspettato. 3

She, the reason I survive.

 

Sara Cavallo
Art Director Sharky Art Gallery


1 Patrizio Barbaro, Sperdutezza, in memoria di Pier Paolo Pasolini
2 Idem
3 Michele de Simone

 

Opere in mostra

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