Berardino Marinucci

Biografia

Berardino Marinucci (L’Aquila 1931-2015) in arte Zibbà, si dedica al mondo dell’arte per passione. Testimone attento degli anni dell’occupazione nazifascista, contribuì già nell’immediato dopoguerra, alla rinascita culturale della città, portando insieme ad altri artisti come Mariani, e Pelliccione un nuovo respiro e una nuova ricerca stilistica che risentiva delle nuove tendenze internazionali. Partecipa già nel 1963 e poi nel 1968 ad “Alternative Attuali”, importante rassegna di arte contemporanea curata da Enrico Crispolti, che vede a L’Aquila nomi del calibro di Burri, Twombly e Baj. Continua negli anni a tener vivo l’interesse per l’arte in città, con numerose rassegne organizzate con l’associazione culturale “Officina 77” e il gruppo Saturnino Gatti.

Opere

Ricordava gli orrori della guerra e viveva il momento a lui contemporaneo, conoscendo il fermento culturale e artistico degli anni cinquanta e sessanta: l’espressionismo astratto, la pittura gestuale e infine l’arte povera negli anni ‘70. Nelle sue opere si avverte una forte espressione del sentimento: essa avviene ora tramite il gesto, energico e talvolta violento, ora tramite la rappresentazione quasi inquietante e carica angoscia di figure che sembrano avere lo sguardo perso nel vuoto o schiacciate da un senso di tormento. Fortemente legato al suo territorio, rappresenta a più riprese il Guerriero di Capestrano, non solo tramite la pittura, ma anche la scultura: un’immagine che lo affascina e intriga e che egli riformula, arricchendola di ulteriore mistero e significati.

Galleria