Marco Sciame

Biografia
Marco Sciame è il nome d’arte dell’aquilano Paolo Cerasoli.
Diplomato nel 1999 all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila in Pittura, durante il suo ultimo anno ha preso parte anche ad un corso di performance.
La sua personalità poliedrica è un continuo evolversi nel tempo: fino al 2005 è disegnatore ed autore di fumetti, dal 2006 si dedica alla pittura da cavalletto, dal 2011 progetta ed esegue performance.
E’ vincitore del Premio Arte 2015, della Targa d’Oro sezione Pittura per il concorso della rivista Arte, Mondadori e del Premio Biffi 2015. Premiato nel 2016 con la donazione dell’opera “Madre mia” collocata nella chiesa principale dell’ospedale di Teramo, nella mostra “Credere la luce 6” del Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova.
Ha esposto le sue opere in tutta Italia: ha partecipato a mostre collettive a Pescara, Amalfi, Roma, Milano e nel 2006 è stato il protagonista di una personale a L’Aquila. Nel 2018 ha esposto le sue opere presso l’Art Parma Fair; da Sharky Art Gallery, a L’Aquila, con la personale “DeLineamenti – Viaggio tra Distorte Illusioni Visive”; a Padova nella mostra intitolata “Il Disegno del Colore – Viaggio nel divisionismo lineare”.

Opere
Elemento fondamentale da cui nascono e si sviluppano le opere di Marco Sciame è la linea.
Linea che scompone e ricompone la realtà che l’artista rappresenta sulla tela, una realtà frammentata, divisa e diversa, probabilmente solo immaginata.
Sciame, con le sue creazioni, porta chi osserva in altri mondi: ci accompagna attraverso i suoi sogni, le sue passioni, le sue delusioni, gli alti e bassi della vita; ci fa conoscere le donne che lo hanno attratto ed ispirato, come delle Muse.
Queste storie, queste altre realtà, sono narrate anche attraverso i colori e le loro tonalità, con cui l’artista esterna il suo stato d’animo, le sue emozioni.
Varie sono le correnti artistiche che si possono riconoscere nel “bagaglio” di Sciame: echi surrealisti nella deformazione dell’immagini e futuristi nella scomposizione, la Pop Art nella scelta dei soggetti e . il realismo di Hopper e infine Escher nell’illusione ottica dei suoi ambienti.

Galleria