Letizia Battaglia, Roberto Timperi. Mafia – Passion – Love

In queste tre parole si riassume e condensa un percorso fatto di fotografie molto diverse tra loro, ma unite da un unico filo rosso, la narrazione della realtà per quello che è. La realtà raccontata da Maria Letizia Battaglia è la Palermo degli anni di piombo, degli omicidi di mafia, la crudezza e verità della foto dell’uccisione di Piersanti Mattarella, tutto è racchiuso in uno scatto: il corpo estratto dalla macchina e sorretto dal fratello, le due donne che fanno da arco e che si chiudono sul corpo lasciando intravedere uno spiraglio di luce; il dolore del momento. Sgomenta invece il volto della vedova Rosaria Schifani, ritratta ad occhi chiusi, silenziosa. Un silenzio assordante, che ne mette in evidenza tutto il dolore e la forza. E’ una delle poche fotografie ad occhi chiusi, che va dritta al cuore. Perché questo significa fotografare per la Battaglia: andare dritti al cuore delle cose, eliminare ogni banalità dal racconto, scavare con l’immagine e dunque creare la realtà. Sono tutte fotografie in bianco e nero perché il colore distrae e può essere banale. Fotografie che arrivano dritte al punto, così come lo sguardo delle sue bambine: Significativa e famosissima la foto della “Bambina con il Pallone”, che imbronciata guarda dritta nell’obiettivo; in quello sguardo è racchiusa la volontà di una bambina di sognare un mondo giusto ed il cuore ferito di una città come Palermo. Da un lato il bianco e nero, gli omicidi di mafia, i bambini innocenti e le donne coraggiose. Dall’altro, nelle immagini di Roberto Timperi, l’esplosione di colore  per raccontare la vita vissuta ai margini di Roma (come di tante altre città) tra prostitute, pazzi e sconosciuti. Ogni fotografia racconta una storia diversa, mille storie diverse. Non sono immagini belle, ma vere. Immagini che non vorremmo vedere, che ci riportano in ambientazioni, luoghi che vorremmo evitare ma che sono lì, esistono e da cui non si può fuggire. Situazione in cui il fotografo si è immerso totalmente, “[…] Le amo, le vivo nel profondo e così le fotografo” (Roberto Timperi – intervista pubblicata da “Nero”). Immagini forti, di nudi che non sono apollinei, ma corpi gonfi, labbra siliconate, volti sfatti e struccati. Ma anche bambini con i fucili, strappati a loro insaputa alla loro innocenza, il cui sguardo si perde malinconico e lontano sul balcone di un palazzo malmesso. Unico volto più dolce è quello della bambina che guarda dritta in camera, quasi sorridente, a regalare un attimo di pace tra tutte quelle immagini, e quasi facendo da contrappunto alla durezza dello sguardo della bambina con il pallone. Due percorsi apparentemente diversi che si intrecciano tra loro, legati dal rispetto, anzi dalla “passione e dall’amore” per il soggetto ritratto. Una fotografia quella di Maria Letizia Battaglia e Roberto Timperi che è totale passione e amore per la vita, anche se raccontata in modo crudo e crudele; una fotografia che è una vera scelta di vita.

 

Laura Muselli

Sara Cavallo


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