NESSUNO PUO’ METTERE BANKSY IN UN ANGOLO


“Noi non siamo abbastanza. Serve Banksy.”


Batman, semicit.

Kissing Coppers, Banksy, Brighton, 2004

Lo pseudonimo Banksy nasce intorno al 2000 a Londra, ma la persona a cui appartiene nasce negli anni ‘70 a Bristol. 

Negli anni, in molti hanno tentato di dare un volto a questo nome, ma il mistero ancora non è stato risolto. 

Banksy inizia la sua attività sui muri della sua città natale, firmandosi con vari pseudonimi e lavorando con delle crew come writer; solo in seguito passerà agli stencil.

L’uso di questa nuova tecnica rende più veloci le sue incursioni di guerrilla art, che durano all’incirca 15 minuti, ma che richiedono una lunga fase di preparazione:

“Io uso quello che serve. A volte questo significa solo disegnare un paio di baffi sul volto di una ragazza su qualche cartellone, talvolta invece significa sudare per giorni su un disegno intricato. Il fattore più importante è l’efficienza.”

I muri delle città sono le tele per le sue opere a sfondo satirico, che trattano temi come politica, cultura, etica: l’artista denuncia le atrocità della guerra, condanna l’omofobia, il maltrattamento degli animali e il consumismo usando come soggetti animali antropizzati, tipologie umane facilmente distinguibili e anche membri della famiglia reale.

Ciò che rende i suoi lavori efficienti è l’abilità nel manipolare i codici comunicativi, inserendo elementi che favoriscono la comprensibilità del messaggio e ne rafforzano il valore satirico e di denuncia. 

Un’opera iconica è quella dei “Kissing Coppers”, comparsa sul muro del Pub Prince of Albert di Brighton nel 2004. L’immagine completamente in bianco e nero rappresenta due poliziotti in uniforme, con tanto di manette e manganello ben visibili, che si stringono e si scambiano un bacio. 

Il muro è stato più volte vandalizzato, così nel 2008 il proprietario del Pub ha deciso di far trasferire l’immagine su tela e di rimpiazzare quella di Brighton con una copia. L’opera su tela è stata venduta nel 2014 ad un acquirente anonimo per 575.000$.

L’assenza di colore, elemento sempre presente nelle rappresentazioni dell’artista, fa sì che l’immagine diventi un semplice pretesto per far riflettere su quello che è il messaggio di cui l’opera è portatrice: l’omosessualità e la sua accettazione pubblica. E’ un’immagine forte, di denuncia nei confronti del sistema costituito, che vuole far riflettere su quanto la bellezza di un bacio non venga spesso compresa a meno che non rientri in determinate regole.

La scelta di usare membri delle forze dell’ordine come soggetti è la parte più interessante di tutto il lavoro: le autorità, nemici naturali di Banksy, che sono continuamente a lavoro per eliminare le sue opere d’arte, sono ora ritratte in un atteggiamento vulnerabile che può assumere più significati. Se da un lato si legge una denuncia verso il trattamento che subiscono gli omosessuali all’interno delle forze dell’ordine, dall’altro probabilmente l’artista vuole mettere in luce il lato umano dei componenti delle stesse.

Se nella realtà spesso gli omosessuali sono costretti a nascondersi, Banksy li ritrae in tutta la loro dolcezza, seppur in uniforme, sui muri cittadini, davanti agli occhi di tutti.

O, magari, vuole solo ridicolizzare chi, ogni giorno, gli da la caccia chiamandolo “vandalo”…


Laura Muselli

Flavia Angelini